Cucina siciliana di tradizione

In cucina con Angelone

Dal profumo della biga, al sugo della domenica, ritroviamo i sapori della Sicilia di una volta.

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Le ricette di Angelone

🍞 Pane & Lievitati

3 ricette
🧪 Biga 🧪 Prefermento⏱ 48–72h❄️ Frigo

Ingredienti

  • Farina (Caputo Nuvola)100 g
  • Acqua (16–18°C)50 ml
  • Lievito di birra fresco1 g

Procedimento

Nota di Angelone. Con 1 g di lievito si ottiene un impasto sottile e molto scrocchierello. Per un risultato più alto e alveolato, aumenta il lievito fino a 2–5 g massimo. Il tempo ideale di utilizzo dipende dalla farina: con la Caputo Nuvola il momento migliore è dopo 48 ore. Farine più forti (W alto) possono spingersi fino a 72 ore.

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🌭 Bun 🌭 Lievitato⏱ 24 ore👤 8 panini

Ingredienti

Water roux

  • Farina forte10 g
  • Acqua45 g

Impasto

  • Farina forte (13 g proteine)175 g
  • Acqua30 g
  • Latte30 g
  • Zucchero10 g
  • Sale6 g
  • Burro morbido20 g
  • Lievito di birra fresco5 g
  • Uovo (piccolo)1

Procedimento

Nota di Angelone. Il water roux gelatinizza la farina, creando una mollica estremamente morbida e idratata. La fermentazione fredda sviluppa sapore e facilita la manipolazione. Il burro aggiunto dopo il lievito mantiene la texture soffice. Perfetti appena sfornati o congelabili per 3 mesi.

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🍕 Pizzette 🍕 Lievitato⏱ ~4 ore👤 6–8 pizzette

Ingredienti

Impasto

  • Farina (Caputo Nuvola)500 g
  • Latte freddo220 g
  • Acqua fredda150 g
  • Lievito di birra12 g
  • Sale15 g
  • Olio EVO15 g

Salsa

  • Passata di pomodoroq.b.
  • Olio EVOq.b.
  • Olio aromatizzato alla cipollaun filo
  • Saleq.b.
  • Zuccheroun pizzico
  • Origano (a freddo)q.b.

Procedimento

👨‍🍳 Impasto

🍅 Salsa (il trucco c'è)

🔥 Cottura

Nota di Angelone. L'autolisi sviluppa la maglia glutinica naturalmente, rendendo l'impasto più estensibile e la mollica più alveolata. La Caputo Nuvola è ideale per la sua forza media e le bolle che crea. Il trucco dell'olio alla cipolla nella salsa fa tutta la differenza — dolcezza e profondità senza sentire la cipolla.

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🥬 Contorni

3 ricette
🫑 Peperoni in Agrodolce 🫑 Contorno⏱ 1 ora👥 4 porzioni

Ingredienti

  • Peperoni rossi2
  • Spicchio d'aglio1
  • Olio extravergine d'oliva2 cucchiai
  • Aceto balsamico1 cucchiaio
  • Foglie di basilico5
  • Foglie di menta2
  • Origanoq.b.
  • Sale e pepeq.b.

Procedimento

Nota di Angelone. I peperoni arrostiti sviluppano dolcezza naturale e una consistenza carnosa. La pellicola durante il raffreddamento crea vapore che facilita lo scollamento della pelle. L'aceto balsamico aggiunge profondità, mentre le erbe fresche garantiscono freschezza. Si conserva in frigorifero per 3-4 giorni.

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🎃 Zucca in Agrodolce 🎃 Contorno⏱ 50 minuti👥 4 porzioni

Ingredienti

  • Zucca (pulita e sbucciata)¼ zucca intera
  • Cipolla rossa1
  • Zucchero1 cucchiaio
  • Aceto1 cucchiaio
  • Aceto balsamicoun filo
  • Foglioline di menta5
  • Rametti di rosmarino2
  • Spicchio d'aglio1
  • Olio extravergine d'olivaq.b.
  • Sale e pepeq.b.

Procedimento

Nota di Angelone. La zucca arrostita sviluppa dolcezza naturale che si bilancia perfettamente con l'agrodolce della cipolla. Il rosmarino e l'aglio conferiscono profondità. La menta fresca finale dona freschezza. Si conserva in frigorifero per 4-5 giorni ed è ottima anche a temperatura ambiente.

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🍄 Funghi di Ferla in Olio e Aceto 🍄 Contorno⏱ 20 minuti👥 4-6 porzioni

Ingredienti

  • Funghi1 kg
  • Spicchio d'aglio1
  • Olio extravergine d'olivaq.b.
  • Saleq.b.
  • Acetoq.b.
  • Erba cipollinaq.b.
  • Pepeq.b.
  • Aceto balsamico (facoltativo)1 cucchiaio

Procedimento

Nota di Angelone. Il segreto sta nell'asciugare bene i funghi prima di cucinarli: l'umidità deve evaporare completamente per ottenere quella crosticina saporita. L'olio evo e l'aceto creano un equilibrio perfetto tra grassezza e freschezza. Si conserva in frigorifero per 3-4 giorni.

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🍝 Primi

1 ricetta
🍝 Pasta con Mollica Atturrata 🍝 Primo⏱ 25 minuti👥 2 porzioni

La pasta con mollica atturrata è un piatto antico, che i minatori mangiavano poiché non potevano permettersi l'acquisto del formaggio. È profondamente radicata nel nisseno, soprattutto nelle zone di Caltanissetta, Enna e Montedoro, dove abbiamo la presenza di alcune delle miniere che in passato venivano usate per l'estrazione di zolfo. È un piatto povero, nato dalla fame, ma ricco di gusto e sapore, oggi riproposto in chiave moderna.

Ingredienti

Mollica cunzata

  • Olio extravergine d'olivaq.b.
  • Aglio1 spicchio
  • Acciuga1
  • Mollica grossolana di pane duroq.b.
  • Parmigiano grattugiatoq.b.

Salsa al pane cunzatu

  • Olio extravergine d'olivaq.b.
  • Acciughina1-2
  • Mollica grossolanaq.b.
  • Acquaq.b.
  • Origanoq.b.
  • Pomodoro seccoq.b.
  • Parmigiano grattugiatoq.b.
  • Pecorino grattugiatoq.b.

Pasta

  • Spaghetti400 g

Procedimento

Nota di Angelone. Un piatto di povera nobiltà, nato dalla necessità ma raffinato dal gusto. La mollica tostata sostituisce il formaggio e crea una texture croccante che contrasta con la cremosità della salsa. Il segreto è mantenere la pasta al dente e mantenerla cremosa con l'acqua di cottura.

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🍲 Zuppe

1 ricetta
🥬 Zuppa di Verdure 🍲 Zuppa⏱ 30 minuti👥 2-3 persone

Ingredienti

  • Patate medie2
  • Carota grande1
  • Zucchina1
  • Costa di sedano1
  • Piselli verdi250 g
  • Spinaci in foglie100-150 g
  • Spicchio d'aglio1
  • Olio d'oliva1 cucchiaio
  • Acqua freddacirca 400 ml
  • Sale e pepe neroq.b.
  • Noce moscata o paprika dolceun pizzico

Procedimento

Nota di Angelone. L'acqua fredda all'inizio estrae i nutrienti dalle verdure, mentre la frullatura crea una consistenza cremosa naturale senza aggiunta di panna. Gli spinaci conferiscono colore intenso e sapore profondo. Si conserva in frigorifero per 3 giorni ed è perfetta anche riscaldata.

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🍖 Secondi

3 ricette
🍳 Uova in Purgatorio 🍳 Secondo⏱ 50 minuti👥 2 porzioni

Ingredienti

  • Passata di pomodoroq.b.
  • Cipolla1
  • Spicchio d'aglio1
  • Erba cipollina frescaq.b.
  • Olio extravergine d'olivaq.b.
  • Sale e pepeq.b.
  • Zuccheroq.b.
  • Uova biologichea piacere

Procedimento

Nota di Angelone. Un piatto semplice e raffinato dove la qualità delle uova biologiche è fondamentale. Il soffritto frullato crea una base smooth senza pezzi. Perfetto come secondo leggero o come piatto unico con pane.

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🥔 Crocchette di Patate di Nonna Antonia 🥔 Secondo⏱ 30 min + riposo👥 4 porzioni

Ingredienti

  • Patate medie lessate4
  • Uovo1
  • Parmigiano grattugiato~100 g
  • Pecorino grattugiato~100 g
  • Mortadella a cubetti4 fette
  • Pangrattato~100 g
  • Menta frescaq.b.
  • Sale e pepeq.b.
  • Olio per friggereq.b.

Procedimento

Nota di Angelone. Il segreto sta nell'asciugare bene le patate: più umidità c'è, più difficile è ottenere una crocchetta che non si sfaldi in frittura. L'abbinamento di parmigiano e pecorino crea profondità, mentre la mortadella regala gusto. Si congelano anche crude per fritture successive.

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🥩 Capocollo con Patate Viola, Carotine e Salsa alla Birra Stout 🥩 Secondo⏱ ~3 ore👤 4 persone

Ingredienti

  • Capocollo di maiale1 kg
  • Patate viola2
  • Carotine con ciuffoq.b.
  • Sale20 g
  • Pepe nero macinato5 g
  • Aglio disidratato5 g
  • Birra stout1 bottiglia
  • Olio EVOq.b.
  • Burroq.b.

Procedimento

🥩 La carne

🥕 Le verdure

🍺 Salsa alla birra stout

Impiattamento

Nota di Angelone. La siringa da cucina è il trucco per mantenere l'interno della carne umido durante la lunga cottura. La birra stout — amara e tostata — si abbina perfettamente al grasso del capocollo e alle note dolci delle verdure nappate al burro. Le patate viola hanno un sapore più terroso, ideale in questo piatto.

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🍰 Dolci

2 ricette
🍏 Strudel di Mele 🍎 Dolce⏱ 35 minuti👥 6-8 porzioni

Ingredienti

  • Mele (Golden Delicious, Renette o Shinano Gold)2 da 200 g ciascuna
  • Pinoli tostatiq.b.
  • Pasta sfoglia1 foglio
  • Zucchero di cannaq.b.
  • Cannella in polvere1 pizzico
  • Limone1 piccolo

Procedimento

Nota di Angelone. La scelta delle mele è importante: le Golden Delicious, Renette o Shinano Gold mantengono bene la forma durante la cottura. I pinoli aggiungono croccantezza e il limone fresco bilancia la dolcezza. Si conserva in frigorifero per 2-3 giorni.

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🍪 Biscotti di Frolla con Scorza di Agrumi 🍪 Dolce⏱ 50 min + riposo👥 25-30 biscotti

Ingredienti

  • Farina 00200 g
  • Burro morbido80 g
  • Tuorlo1
  • Uovo intero1 (o un tuorlo)
  • Zucchero100 g
  • Sale1 pizzico
  • Scorza di limoneq.b.
  • Scorza di aranciaq.b.
  • Vanillinaq.b.

Procedimento

Nota di Angelone. Il burro morbido è essenziale per ottenere una sabbiolina omogenea. Le scorze di agrumi e vanillina donano un aroma delicato e sofisticato. Il riposo in frigorifero è fondamentale per evitare che l'impasto si deformi durante la cottura. Si conservano in un contenitore ermetico per 7-8 giorni.

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Cucina & Cultura

Storie dalla Sicilia

Il cibo non è solo ricetta: è rito, comunità e memoria. Alcuni racconti dal campo, scritti da Angelone.

La Questua del Grano: il 3 maggio a San Cataldo

✍️ Angelone📅 Maggio 2026📍 San Cataldo, Caltanissetta🕐 4 min di lettura

Se non fosse stato per il legame che unisce San Cataldo alla mia passione per il cibo e per le tradizioni, non sarei mai venuto a conoscenza di una delle celebrazioni più significative che si tengono il 3 maggio: la Questua del Grano. Ogni anno la commissione del Santissimo Crocifisso organizza questa processione che inizia la mattina e si prolunga lungo tutta la giornata, fino a sera. Cavalli, muli e devoti sono i protagonisti assoluti.

Quest'anno a farmi da cicerone è stato Luca Riggi, uno degli organizzatori, insieme a tutta la sua famiglia: il padre Michele Riggi, presidente della commissione, la moglie Rosaria, e i figli Simone, Luca e Marta. Non si sono limitati a raccontarmi la festa: mi hanno reso partecipe.

La Questua del Grano: fede e mondo contadino

La questua del grano era, alle sue origini, un rito di affidamento e ringraziamento. A maggio, il grano nelle campagne siciliane è ancora verde o in fase di maturazione, visto che la mietitura avviene tra giugno e luglio. Ed è proprio in questo mese cruciale che il contadino temeva di più: le piogge tardive, la siccità, qualsiasi avversità che potesse compromettere tutto il lavoro dell'anno.

La questua consisteva in una raccolta di offerte, principalmente in natura: grano, ma a volte anche altri prodotti della terra, destinati alla parrocchia o al santuario di riferimento. Era un pegno, una promessa concreta fatta a Dio affinché benedicesse il raccolto imminente. La raccolta avveniva con carri addobbati a festa, trainati da muli o cavalli bardati con pennacchi e sonagli. I devoti giravano per quartieri e masserie, accompagnati spesso da suonatori locali. Il grano raccolto serviva a finanziare i festeggiamenti religiosi, a sostenere le necessità della chiesa e, in larga parte, veniva ridistribuito ai più poveri della comunità.

Venticinque cavalli e il grano del popolo

Questa mattina, davanti ai miei occhi, si sono mossi venticinque tra cavalli e muli, bardati con i paramenti tradizionali siciliani. Non era una parata: era il rito descritto sopra, ancora vivo. I cavalieri passano casa per casa, con le bisacce aperte. Il popolo esce sul portone e dona grano e frumento. Non c'è un importo stabilito, non c'è una quota: c'è il gesto, antico e diretto, di dare qualcosa dalla propria casa a qualcosa che è di tutti.

Vedere venticinque cavalieri bardati muoversi lentamente tra le vie di San Cataldo, con le bisacce che si riempiono piano piano, è qualcosa che non si spiega facilmente. Non è solo folklore. È un sistema di redistribuzione che funziona da secoli, e che ancora funziona.

La figura di Padre Rosario Pirrelli

In questo contesto di religiosità popolare si innesta l'opera di figure sacerdotali fondamentali per la comunità. Padre Rosario Pirrelli è una di queste. Sacerdoti della sua caratura, nel tessuto sociale di città come San Cataldo, non erano solo guide spirituali: erano punti di riferimento sociali e culturali in senso pieno.

Il suo merito storico è stato quello di non lasciare disperdere questa tradizione. In un'epoca in cui la modernità rischiava di cancellare i riti contadini, Padre Pirrelli ha saputo valorizzare la questua non come un semplice retaggio del passato, ma come un momento concreto di aggregazione e carità cristiana. Era vicino alla povera gente, ai braccianti, agli agricoltori. Ha lavorato perché il grano raccolto mantenesse la sua funzione originaria: aiutare chi aveva meno, unendo la preghiera all'azione.

Da rito di sopravvivenza a identità culturale

Come molte tradizioni siciliane, la festa del 3 maggio ha subito trasformazioni profonde nel corso dei decenni. Se un tempo la quasi totalità della popolazione sancataldese viveva dei frutti della terra, oggi non è più così. La questua è passata dall'essere una necessità di sopravvivenza a un atto simbolico. Il grano offerto oggi ha un valore spirituale e rievocativo, più che strettamente economico.

Oggi la festa del 3 maggio si è evoluta in un momento di riscoperta dell'identità locale. Non coinvolge solo i devoti: attira curiosi, appassionati di tradizioni popolari, persone che vogliono capire da dove vengono. Le associazioni culturali e la comunità lavorano per tutelare questi eventi, trasformandoli in occasioni per raccontare alle nuove generazioni le proprie radici.

La questua del grano di San Cataldo, alimentata nel tempo dalla dedizione di figure come Padre Pirrelli, è sopravvissuta evolvendosi. Ha perso in parte i suoi connotati di cruda fatica contadina, ma ha guadagnato qualcosa di altrettanto prezioso: la luce della memoria storica, della solidarietà e della celebrazione condivisa.

Perché ne parlo su un sito di ricette

Perché il pane scanato che si porta in offerta, il grano che riempie le bisacce, i cavalieri che passano casa per casa: tutto questo è cibo. Cibo che smette di essere nutrimento e diventa linguaggio, rito, promessa. Ed è esattamente il tipo di storia che voglio raccontare in questa rubrica.

Se sei in Sicilia il 3 maggio, vai a San Cataldo. Puoi farlo anche tu? Sì.

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Gli Archi di Pasqua di San Biagio Platani

✍️ Angelone📅 Aprile 2026🕐 4 min di lettura

Oggi ero in trasferta. Destinazione: San Biagio Platani, provincia di Agrigento, cuore dei Monti Sicani. Non ci ero mai stato in questo periodo dell'anno e, sinceramente, non sapevo bene cosa aspettarmi. Mi sbagliavo di grosso.

Quello che ho trovato lungo il Corso Umberto non era una semplice festa di paese: era arte. Arte vera, fatta di pane, arance, spighe, semi, canne e datteri. Tutto cibo, tutto materiale che di solito finisce in cucina, e qui invece si trasforma in strutture alte tredici metri. Straordinario.

Due squadre, un corso, zero tregua

Il paese è diviso in due da secoli. Da una parte i Madunnara, devoti alla Madonna; dall'altra i Signurara, devoti a Cristo. Due confraternite, due metà del corso, una rivalità che va avanti dalla seconda metà del Seicento. Ogni anno, in segreto l'una dall'altra, preparano la propria parte. La notte del Sabato Santo montano tutto. E la domenica di Pasqua il paese si sveglia dentro una cattedrale a cielo aperto.

Non è una metafora. Il corso diventa letteralmente una navata: l'entrata è la facciata della chiesa, il viale è la navata, l'arco finale è l'abside. E sotto quegli archi, la domenica mattina, i simulacri di Cristo e della Madonna si incontrano davanti a centinaia di persone, lui proveniente da est, lei da ovest. Un momento che toglie il fiato.

Il pane che non si mangia

La cosa che mi ha colpito di più? Il pane. Impastato, modellato a mano e trasformato in scultura. Angeli, colombe, uova, campane — le chiamano cuddure — appese agli archi come ornamenti di un albero di Natale, ma di Pasqua, ma di farina.

Poi ci sono le nimpe: dei lampadari giganti costruiti con pasta, datteri e rami intrecciati. E i mosaici — granello per granello, cereali e legumi che formano volti sacri o paesaggi di campagna. Roba che se la vedi in una galleria d'arte la chiami installazione contemporanea. Qui la chiamano tradizione, e hanno ragione.

Mesi di lavoro per qualcosa che dura un mese

Quello che non ti aspetti è il tempo che ci vuole. La preparazione inizia mesi prima di Pasqua. Magazzini, laboratori improvvisati, giovani e anziani allo stesso tavolo. Canne intrecciate a mano, salice, agave, rosmarino, alloro. Tutto materiale che la natura offre gratis — gli stessi materiali poveri che secoli fa aiutavano a dimenticare la fame.

Il risultato resta esposto dal giorno di Pasqua fino alla prima domenica di maggio. Poi si smonta. L'anno prossimo si ricomincia da zero, con un'estetica diversa ma la stessa struttura. Arte effimera, come il cibo — esiste, ti sorprende, poi scompare.

Perché ne parlo su un sito di ricette

Perché il pane qui non è ingrediente — è linguaggio. Racconta la resurrezione, la comunità, quattro secoli di vita contadina. E mi ricorda ogni volta che lavorare un impasto non è solo tecnica: è qualcosa che appartiene a un posto, a una storia, a una gente.

Se sei in Sicilia a primavera, vai. Non te ne pentirai.

📍 San Biagio Platani, Agrigento · Corso Umberto I · Archi di Pasqua 2026: 5 aprile – 3 maggio

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Angelone tra gli ulivi, in campagna
Chi è Angelone

La cucina siciliana, raccontata da dentro

Ho iniziato a cucinare fin da piccolo, rubando con gli occhi e mettendo le mani in pasta insieme a mamma e le nonne. I loro segreti vivono in ogni ricetta che trovi qui.

Oggi il mio obiettivo è semplice: portare la vera cucina siciliana alla portata di tutti, svelando i trucchi giusti per portare in tavola i sapori della nostra terra con genuinità e senza complicazioni inutili.

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I video delle mie ricette

Le stesse ricette che trovi qui sotto, passo dopo passo in video: le pubblico su Instagram, e le trovi raccolte anche qui.

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